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Il triangolo di lavoro, le altezze giuste, le distanze che rendono una cucina comoda per davvero. Una guida pratica, dalle mani di chi progetta cucine ogni giorno.
Luglio 2026 · 5 minuti di lettura

Una cucina bellissima che non funziona resta una cucina sbagliata. Prima dello stile vengono le misure: sono loro a decidere se, dopo un anno, quella cucina la ami ancora o la sopporti. Ecco i numeri che contano davvero, quelli che rileviamo a ogni progetto.
I tre punti dove ti muovi di più — dove conservi, dove lavi, dove cuoci — formano un triangolo. È il cuore dell'ergonomia della cucina: se è ben proporzionato, cucinare è fluido; se è sbagliato, fai il doppio dei passi.
Il piano di lavoro standard è a 90 cm, ma lo standard non esiste: si tara su chi cucina. La regola veloce è quella del gomito — il piano dovrebbe stare 10-15 cm sotto il gomito a braccio piegato. Chi impasta lo vuole più basso, chi lava più alto per non piegare la schiena. Nelle cucine con più zone si possono usare altezze diverse: leggermente più basso il piano cottura, più alto il lavello.
La cappa si monta a 65-75 cm dal piano a induzione, 75-85 cm dal gas: più in basso è più efficiente, ma deve lasciarti lavorare senza sbatterci la testa.
Le misure giuste non si improvvisano: si rilevano. Veniamo a misurare muri, impianti e luce del tuo spazio reale, poi te lo mostriamo in render fotorealistico prima di ordinare. Il progetto è tarato su chi ci vive — non su un catalogo. Vieni a vederlo dal vivo nello store Veneta Cucine di Siena.