Magazine / Guide
Magazine Habitat · Guida
Non più solo la stanza dove si cucina: la cucina si conferma il posto dove la famiglia si ritrova e si racconta la giornata. Perché il tavolo, la penisola e lo spazio per stare insieme valgono quanto i fuochi.
Agosto 2026 · 4 minuti di lettura

Per decenni la cucina è stata la stanza del lavoro: si entrava per cucinare e si usciva per mangiare altrove. Oggi è il contrario. La cucina si sta confermando — progetto dopo progetto — il luogo dove la famiglia si ritrova: dove si fa colazione di corsa, si aiutano i figli con i compiti, si apre una bottiglia con gli amici e ci si racconta la giornata mentre l'acqua bolle.
Non è una moda: è il modo in cui viviamo. E una cucina progettata bene lo asseconda, invece di ostacolarlo.
Il tavolo è il pezzo più democratico della casa: ci si mangia, ci si studia, ci si lavora, ci si discute. Se lo spazio lo consente, merita luce propria, sedie comode — non di fortuna — e abbastanza aria intorno da far passare chi apparecchia mentre qualcuno è ancora seduto.
La penisola e l'isola con gli sgabelli hanno cambiato il modo di stare in cucina: sono il posto di chi ti fa compagnia mentre cucini, del caffè veloce, dei compiti sorvegliati con la coda dell'occhio. Non sostituiscono il tavolo: lo alleggeriscono.
Quando disegniamo una cucina chiediamo sempre come si vive, non solo come si cucina: quanti siete a tavola nei giorni normali e quanti alla domenica, chi cucina mentre gli altri chiacchierano, dove si appoggia la spesa. Le risposte decidono la posizione del tavolo, la profondità della penisola, perfino il verso di apertura delle ante.
Nelle cucine che vedi in esposizione da Veneta Cucine a Siena il posto per stare insieme non è mai un ripensamento: è parte del progetto fin dal primo disegno. Vieni a provarle dal vivo: siediti, apri, tocca.